Home

Stamattina ho fatto colazione guardando i titoli del Fatto quotidiano online. Mi hanno rovinato il piacere del caffè. Ecco i principali:
Anche Autostrade vuole 1,2 miliardi di prestiti garantiti”.
La soluzione alla crisi per Salvini? Condonare tutto. La lettera in prima pagina sul Sole 24 Ore”.
Da Fca a Ferrero e Mediaset: ecco i gruppi italiani con sede in Olanda. E la Ue vieta di escluderli dagli aiuti pubblici per l’emergenza”.
Per ciascuno di essi mi è venuto in mente un post: il caso Benetton è da manuale per spiegare il liberismo, che lascia i profitti ai miliardari ma quando sono in crisi li fa aiutare dallo Stato (“privatize profits and socialize losses”); Salvini in calo di consensi ma che, determinato lo stesso a prendersi i pieni poteri chiesti al Papeete, approfitta della crisi per aggregare l’Italia peggiore, i furbi, evasori, corrotti, stronzi, promettendo loro mano libera; le multinazionali che evadono legalmente il fisco mettendo in ginocchio il paese e impoverendo decine di milioni di italiani, e molti di questi, le loro vittime, che continuano a difenderli e opporsi a ogni tassazione punitiva per i redditi superiori, mettiamo, al miliardo, perché “se li sono guadagnati”, continuando invece a chiedere tagli agli stipendi dei parlamentari e degli statali in genere – i privati hanno solo virtù, il pubblico solo vizi.
Ma vale la pena continuare a lottare contro lo strapotere del denaro? Con una frazione dei soldi rubati all’Italia questi ricchi italiani si comprano giornali e televisioni con cui persuadono i loro connazionali che il male è la politica, che lo Stato cerca di opprimerci, che la legge soffoca la sacra libertà individuale di fare quello che ci pare, che tanto niente cambierà perché sono tutti uguali e allora tanto vale consolarsi con qualche tecnologia di moda o con la pornografia o con la Juventus e Cristiano Ronaldo o con qualche rassicurante teoria del complotto e il mito di medici che hanno trovato la cura al coronavirus e anzi la panacea in grado di assicurare l’immortalità ed è solo colpa di Conte e Di Maio se non gli permettono di usarla, come il metodo Di Bella che alla fine degli anni novanta fece sognare legioni di psicolabili, gli stessi che con altrettanto entusiasmo accettarono l’ingresso nell’euro.
Ma chi mi dà il diritto di criticarli? Se la gente vuole credere ai superpagati e arroganti conduttori televisivi al servizio (direttamente o attraverso il ricatto dei profitti pubblicitari) di Berlusconi, degli Agnelli, dei Benetton, di Giovanni Ferrero (25 miliardi, il più ricco italiano), se alla gente non importa che accumulino patrimoni più ampi di molti stati sovrani (pardon, ex sovrani) e anzi si commuove quando legge sulle prime pagine dei loro giornali di qualche loro carità di un millesimo del loro guadagno annuale, perché opporsi? In fondo per millenni le maggioranze si sono rassegnate alla schiavitù e alla servitù, divinizzando i loro padroni e odiando altri miserabili ma con idee o stili di vita appena diversi.