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Cosa fosse Renzi era evidente, ai pochi che prestassero attenzione, fin da quando si candidò per diventare sindaco di Firenze, pompato come l’enfant prodige della politica italiana da La Repubblica e dal Corriere della Sera, allora disperatamente in cerca di un’alternativa liberista a un Berlusconi ormai declinante e imbarazzante per i poteri forti. Non si trattava soltanto di trovare qualcuno che volesse liberalizzazioni, privatizzazioni, totale sudditanza nei confronti delle multinazionali americane e delle banche tedesche: quello sarebbe stato facile, praticamente ogni politico in circolazione rispondeva a questo profilo, inclusi i fascisti immaginari e i liberal d’estrema sinistra. Gli organi della finanza globale volevano qualcosa di più: un liberista “naturale”, a livello di comportamenti quotidiani, privo cioè di valori, di dignità, di rigore, di buon senso, di coerenza, di idee, di cultura, di tradizioni: un cazzaro totale, spalmato sul presente immediato e che non si limitasse a mentire (son buoni tutti) ma facesse perdere alla gente la percezione della differenza fra verità e menzogna: tutto uguale, tutto indifferente, una deregulation assoluta. E Matteo Renzi fu.
Inutile che adesso cerchiate di consolarvi ricordando la sua sconfitta al referendum costituzionale e notando che gli italiani hanno cambiato idea e oggi la sua popolarità è piuttosto bassa. Che per anni in decine di milioni lo abbiano sostenuto o tollerato è imperdonabile e non potrà essere cancellato. Perché a farlo cadere furono alcuni errori politici ma nel frattempo il virus del suo liberismo comportamentale aveva infettato buona parte del paese, senza generare anticorpi efficaci. Il che spiega perché La Repubblica e il Corrierone continuino a dargli un’abnorme visibilità: l’americanizzazione dell’Italia deve essere completata, aumentando il numero dei qualunquisti, degli psicolabili, dei complottisti, soprattutto degli individualisti assoluti, privi di qualunque senso di appartenenza a una comunità e di alcun rispetto dello Stato, preoccupati soltanto dei loro meschini desideri o di imprescindibili esigenze per lo più dettate dalla pubblicità. L’altro Matteo, Salvini, nasce da lì, dalla decisione presa al Papeete di puntare su questa Italia, che è sempre esistita ma un tempo era culturalmente subalterna e socialmente marginale (l’Italia del “tu fatti i cazzi tuoi”) e adesso invece è stata sdoganata, si sente vincente e si riempie la bocca della parola “libertà”, ovviamente di farsi i cazzi propri ma vuoi mettere come sembri più nobile – per non dire della comodità di rifugiarsi nell’irrazionalità e nell’irresponsabilità in tempi di coronavirus e di emergenza.
A un certo punto arriverà un vaccino e l’epidemia finirà ma non ci sono vaccini contro il renzismo, che oggi si chiama leghismo ma è la stessa cosa. Solo uno straordinario sforzo di lucidità, impegno, lotta, intransigenza da parte di tutti gli italiani di buona volontà potrebbe salvare il paese: ne saremo capaci?