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Venezia sommersa dall’acqua alta, a livelli mai raggiunti almeno da mezzo secolo, e centinaia di milioni di danni. Ma si sa, gli italiani si svegliano solo quando arriva una calamità: finché è solo possibile, probabile o annunciata non se ne preoccupano e fanno affidamento sullo stellone. Ormai della barriera del Mose, carissima e in costruzione dal 2001, non parlava più nessuno: un ritardo in più non era notizia che bucasse lo schermo, quindi da ignorare. Tanto più che chi voleva prendersi una mazzetta se l’era già presa: diligentemente il Fatto quotidiano ricorda la corruzione che ha impedito il completamento della diga, “decine di milioni di tangenti e una ventina di condanne”. Però manca di far notare che per decenni le “grandi opere” sono servite esattamente a quello e solo a quello: ad aggirare le norme e a evitare i controlli grazie al culto della deregulation liberista (a volte chiamata anche decisionismo o governabilità) e con la scusa dell’emergenza e dell’ampiezza stessa degli interventi; in modo da far fare tanti soldi alle multinazionali e alle clientele, legalmente e illegalmente. Evita anche, Il Fatto, di farci sapere esattamente quanti dei condannati siano adesso in galera e quanti ci siano stati almeno per qualche anno — non dico a marcirci a vita come dovrebbe accadere in una società capace di riconoscere e colpire i suoi veri nemici senza ipocriti garantismi e perdonismi.
Che ne è per esempio di Giancarlo Galan, uno dei fondatori di Forza Italia, governatore del Veneto per quindici anni e subito dopo nominato da Berlusconi ministro dell’agricoltura al posto del leghista Luca Zaia che lo sostituiva a Palazzo Balbi (fantastica, non vi pare, l’interscambiabilità di quelli che si riempiono la bocca di tecnocrazia, meritocrazia e competenza), poi eletto deputato ma dichiarato decaduto prima della fine della legislatura in seguito a una condanna penale per corruzione (ma con patteggiamento, una delle tante americanate che hanno fatto crollare la fiducia dei cittadini nella magistratura, come nelle intenzioni di chi l’ha voluta) proprio in relazione alla costruzione del Mose? È in libertà? O ai domiciliari in una villa veneta o in un lussuoso appartamento sul Canal Grande? Il che spiegherebbe perché rilasci interviste dicendo che gli fa male al cuore vedere la città inondata, proprio lui!, ma si sa, questo è il lessico della destra, cuore, onore, orgoglio, patria, parole e concetti ridotti a semplici suoni, completamente dissociati dai significati e dai contesti che ebbero in un tempo e in una società che proprio loro, i berlusconiani e i leghisti, hanno distrutto con il loro insaziabile rampantismo, con il culto del denaro, del successo e della tecnologia, con la sostituzione del consumismo alla cultura e del globalismo alle comunità.
La superficialità e l’ignavia che in Veneto hanno tenuto questa destra pseudo-conservatrice al potere da quando esiste la Regione (dal 1970 al 1995 come Democrazia Cristiana, dal 1995 a oggi come Forza Italia e Lega) sono le stesse che stanno facendo precipitare il pianeta verso la catastrofe ambientale. Significativo che l’aula del Consiglio Regionale del Veneto sia stata invasa dall’acqua pochi minuti dopo che la destra aveva bocciato degli emendamenti alla legge di bilancio che chiedevano finanziamenti per le fonti rinnovabili in modo da cominciare a contrastare il cambiamento climatico. Di acque alte ce ne saranno molte, non solo a Venezia, visto che troppi politici pensano solo agli interessi delle lobby e che troppi cittadini non vogliono saperne di rinunciare al sacchetto di plastica, all’automobile per qualsiasi spostamento, alla bistecca o all’hamburger che non avevano mai fatto parte della nostra dieta (se non dei nobili, che ne avevano fatto uno status symbol e soffrivano di gotta e cardiopatie) ma lo sono diventati per voler fa’ l’americani, ai viaggi in aereo per raggiungere località di moda o spiagge momentaneamente più pulite di quelle rovinate dalla loro incuria, a un consumismo isterico di gadget inutili ma molto pubblicizzati per riempire il vuoto di affetti, valori, tradizioni, cultura.
Sarebbe opportuno, almeno, che si cominciasse a capire di chi ci si può fidare per costruire barriere efficaci per difenderci dalle future inondazioni. Invece milioni di benpensanti che si fingono conservatori ma non vogliono conservare niente dimenticheranno tutto in tre giorni e continueranno a votare per la Lega e per la destra, padrone del Veneto e responsabili di questo scempio. Salvo poi, quando il mare li sommergerà, andarsene a letto a morire, come eroi di Metastasio, prendendosela con le stelle.