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Il fatto che io sostenga il Movimento 5 Stelle non significa affatto che ne appoggi le frange antistataliste o che prèdicano l’antipolitica. Le considero anzi altrettanto pericolose dei piddini e in sostanza delle stampelle della deriva globalista e delle privatizzazioni. Sono infatti convinto che l’assoluta priorità politica del nostro tempo sia la lotta contro il neocapitalismo e la sua ideologia, il liberismo, e che si tratti di una lotta all’ultimo sangue, in cui saranno ovviamente possibili (e andranno effettuati) compromessi tattici ma il cui esito non potrà che essere o il totalitarismo planetario delle multinazionali o il loro assoggettamento senza condizioni ai poteri pubblici e nazionali. In sostanza, o si è per lo Stato e per il bene comune o si è per il capitale privato globalista e per l’individualismo; tertium non datur, e non perché non sarebbe teoricamente possibile ma perché (lo aveva previsto Marx) l’avidità dei ricchi è compulsiva e non governabile. Come nel caso dello scorpione che annega per aver colpito la rana che lo stava trasportando al di là del fiume, è la loro natura.