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La tragedia dei liberisti è che non hanno mai dovuto davvero pensare, mai dovuto confrontarsi con la realtà: l’hanno sempre modellata come gli piaceva, come se fossero Dio: ma non sono Dio, sono degli illusionisti, dei venditori di fumo, il cui enorme potere deriva da media servili e di una pervasività senza precedenti; e da risorse economiche immense, ottenute dissipando in pochi anni un patrimonio che la natura aveva accumulato in milioni di anni e le civiltà umane in millenni. E neanche per creare una società emancipata ed evoluta; macchè, la deriva ambientale, morale e culturale l’hanno provocata solo per arricchire oscenamente sé stessi. Lasceranno macerie.
Sto pensando a un personaggio come Tito Boeri, nominato presidente dell’INPS da Renzi pochi mesi dopo il colpo di mano che lo aveva portato a Palazzo Chigi. Cosa ci fa ancora in quella posizione? Perché gli è consentito di andare in tv a dire che avremmo bisogno di dieci milioni di migranti per pagare le pensioni che l’ente da lui diretto dovrebbe erogare? Facile far soldi con uno schema alla Ponzi: ossia chiedendo ai nuovi arrivati di mantenere chi è già dentro. Fino a quando? Dieci milioni di disperati per coprire le pensioni degli italiani: ma poi chi pagherà le loro pensioni e degli altri sessanta milioni che già vivono in un paese sovrappopolato e senza risorse? Immagino che bisognerà importare un’altra ventina di milioni di immigrati. E poi, quando anche loro invecchiassero, chi verserà i contributi per sostenere una popolazione a quel punto prossima ai cento milioni?
Crescita, crescita, crescita: il neocapitalismo conosce solo questa parola, perché solo con la crescita si fanno fortune immense senza lavorare e senza avere capacità. Peccato che viviamo su un pianeta limitato e che già ora non può mantenerci tutti: il primo agosto avevamo già consumato tutte le risorse che la Terra è in grado di produrre nell’intero anno. Figuriamoci quando saremo dieci o quindici miliardi (e in Italia quanti? duecento, cinquecento milioni?). La soluzione è un’altra: fermare la crescita e il consumismo irresponsabile e distribuire meglio la ricchezza. Togliendo a chi ha troppo, come appunto Boeri, e sfruttando per il bene comune le straordinarie conquiste della scienza e della tecnologia. Usandole per abbellire il mondo e la vita, non per depredarli. Altro che alimentare il commercio degli schiavi per consentire agli incompetenti di avere un facile successo a spese degli altri e del futuro collettivo. Servono idee, non storytelling. Cosa ci fa Boeri all’INPS? Che andasse ai talk show o a scrivere per i giornali dei vincenti, La Repubblica o il Sole 24 Ore, come già fa.

[Questo articolo è già apparso in forma leggermente diversa su T&M il 3 dicembre 2018]