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Non c’è “qualcosa” di marcio in Italia, come nella Danimarca di Amleto. Marcia è tutta la classe dirigente. Marci sono i mediocri imprenditori che sono diventani miliardari o milionari approfittando della mancanza di regole e del vuoto etico consentiti dal liberismo (la famosa deregulation che i coglioni pensano sia meglio della burocrazia); marci sono i politici dei partiti che da venticinque anni si alternano al potere con il solo scopo di lucrare attraverso la svendita del paese alle multinazionali straniere. Marci sono gli intellettuali e soprattutto i giornalisti, che per un tozzo di pane e qualche promessa (la maggior parte) o osceni stipendi (le grandi firme e le star della televisione) manipolano le coscienze e fanno i cani da guardia ai ricchi e ai furbi.
Il paese sta sprofondando nella crisi: la produzione industriale si è spaventosamente contratta, tanti giovani non trovano lavoro o lo ottengono attraverso raccomandazioni o prostituendosi moralmente, le infrastrutture vanno a pezzi per l’incuria, il saccheggio e la distruzione dell’ambiente continuano, dei servizi pubblici un tempo eccellenti come la sanità e la scuola vengono sistematicamente denigrati e definanziati per favorirne la privatizzazione, la paura e la cattiveria si diffondono socialmente in conseguenza dello sdoganamento del più bieco arrivismo. E di cos’hanno parlato i giornali in questi giorni? Solo del pericolo fascista rappresentato da CasaPound (0,1% di consensi alle ultime elezioni) e del fatto che alcuni esponenti dell’unico partito d’opposizione di massa non abbiamo davvero rinunciato volontariamente a metà del loro stipendio.
Detesto i fascisti e li ho sempre combattuti; e sono contrario a confondere la politica con il francescanesimo e la carità: si deve lottare per tassare a sangue i ricchi e le loro immense corporation e per diminuire i privilegi della casta, non limitarsi a dare il buon esempio (o far finta di farlo). Il M5S deve fare autocritica e ai fascisti si deve togliere il monopolio delle piazze. Ma senza perdere il senso delle proporzioni. La principale se non unica causa di tutti i mali dell’Italia e del mondo è il neocapitalismo finanziario e globalista; è anche un nemico ormai quasi onnipotente, che potrà essere fermato solo attraverso una mobilitazione antiliberista che non si faccia distrarre o dividere da alcun diversivo, fondato, gonfiato o totalmente inventato che sia. Non è proprio tempo di pretendere che chi cerca di resistere al più invasivo potere della Storia sia senza macchia; di chi negli occhi ha delle pagliuzze ci occuperemo dopo, adesso bisogna pensare a chi ha delle travi e pretende di governare il pianeta e le nostre vite, anzi li sta da tempo governando e depredando.

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