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Tre consigli al M5S, per prepararsi al risultato delle elezioni di marzo, quale che sia.

1) Quando un partito diventa importante e rischia di ottenere la maggioranza, i topi saltano a bordo. A cosa credete che servano i continui sondaggi, tutti inattendibili e molti manipolati, che danno in M5S in ascesa? A indirizzare verso di esso gli opportunisti. Gli opportunisti sono i germi che, se non vengono stroncati per tempo, indeboliscono e poi uccidono la politica. Il mio consiglio è questo: espellerli immediatamente, incuranti dell’inevitabile campagna denigratoria della stampa liberista e dei benpensanti della sinistra liberal. La democrazia è solo quella gestita in modo imparziale e regolamentato dallo Stato: i partiti invece sono e devono essere di parte, come chiaramente indica il loro nome, e chi non è interamente di quella parte deve andare altrove. I cittadini hanno il diritto costituzionale di scegliere i loro rappresentanti fra partiti diversi fra loro, non di pretendere che tale diversità esista all’interno di ciascun partito, al fine di rendere i partiti indistinti, come fa comodo ai poteri forti della finanza globalista e dei loro media.

2) Se i risultati delle elezioni non porteranno il M5S al potere, poco male. È probabile che per continuare a saccheggiare il paese i piddini e i berlusconiani si alleino (ovviamente La Repubblica parlerà di necessità storica, di responsabilità civica, di coraggio politico); pazienza, il loro crollo sarà solo rimandato perché la loro arroganza copre un abisso di inettitudine e ignoranza. Alla fine falliranno e l’unica loro speranza è che non ci sia nessuno in grado di prendere il loro posto: lo slogan del “tanto sono tutti uguali” è il loro auspicio. Invece di ascoltare gli opportunisti di cui sopra, che insisteranno per diventare disponibili al compromesso e all’inciucio, in sostanza per seguire le orme del Pd, il M5S dovrà continuare a fare opposizione in modo intransigente, anzi, con accresciuto rigore. Vincere non è essenziale e vincere a tutti i costi, per chi intenda cambiare il sistema, è una sconfitta; essenziale è perseverare.

3) L’intransigenza dovrà essere la politica del M5S anche nel caso in cui i risultati delle elezioni lo portassero al potere. Gli opportunisti gli chiederanno moderazione e magnanimità nei confronti degli sconfitti. Gli chiederanno di dimostrarsi migliore di loro, che in caso di successo avrebbero infierito: il M5S dovrebbe invece rivelare la propria superiorità morale attraverso il perdono, l’apertura, l’ecumenismo. Non cascateci: al serpente del liberismo e della corruzione va schiacciata la testa appena se ne presenta l’opportunità, perché non ce ne sarà un’altra. Nel rispetto della legge e della democrazia, a differenza di quanto fanno Pd e FI, ma senza alcuna accondiscendenza o titubanza. Per debellare l’infezione non devono cadere solo i punti di riferimento del regime, i Berlusconi, i Renzi, le Boschi: anche tutti i loro servi e cani da guardia e fin da ora devono sapere che accadrà.

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