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Negli Stati Uniti a Joe Biden non se lo fila nessuno, e non solo perché è una specie di Fassino stelle e strisce ma soprattutto perché un ex presidente è solo un ex, figuriamoci un ex vicepresidente che molti neppure si erano accorti che ci fosse. In Italia invece i giornali di regime hanno dato grande rilevanza a quello che ha scritto in un farneticante articolo in cui ha ripreso contro la Russia di Putin i vecchi slogan della guerra fredda. Comprensibile, del resto, visto che Biden, nato nel 1942 e senatore dal 1972, ha vissuto in pieno l’anticomunismo viscerale dell’America del secondo novecento.
Per capire il personaggio basta leggere l’inizio dell’articolo, in cui spiega a suo modo la contrapposizione fra gli Stati Uniti (che ovviamente lui chiama l’Occidente) e l’Unione Sovietica: “O il blocco sovietico avrebbe seppellito l’Occidente oppure i principi occidentali di responsabilità democratica, diritti individuali e il rispetto della legge avrebbero trionfato sul totalitarismo sovietico”. Che questa retorica potesse essere usata mezzo secolo fa lo capisco: il capitalismo, almeno in alcuni paesi, aveva indossato una maschera di umanità per contrastare il comunismo; ma adesso, venticinque anni dopo la scomparsa dell’URSS e l’inizio della dittatura liberista, e per di più nel paese di Donald Trump, atteggiarsi a paladini della democrazia e del diritto internazionale è una farsa.
Come è una farsa l’accusa, buttata lì senza fornire alcuna documentazione, riferimento o prova, che in Italia “sia in corso una cospirazione russa per favorire i nazionalisti della Lega Nord e i populisti del Movimento Cinque Stelle nelle prossime elezioni politiche”. Basterebbero quei due aggettivi per invalidare il discorso: “populista” è l’insulto standard dei liberisti contro chiunque non accetti il dominio di Wall Street; e “nazionalista” è una qualifica che proprio non si addice alla Lega Nord. A prescindere del fatto che qualcuno dovrebbe spiegare a Biden che per un americano è legittimo invocare controlli e rappresaglie nel caso la Russia interferisca nelle elezioni americane; ma non è legittimo interferire delle elezioni italiane e di altri paesi europei.
Ma forse in Italia la ragione per cui i giornali hanno dato retta a Biden non è solo che ha detto quello che Renzi e Berlusconi vogliono sentire; è che così fanno credere agli italiani che anche altrove i politici in pensione o emarginati dalla Storia restino per sempre al centro dell’attenzione, come da noi i Napolitano o i Prodi.
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