Home

Ho notato che una significativa percentuale di coloro che si vergognano a parlare di comunismo e socialismo perché li fa sentire inattuali, superati dalla Storia, poco vincenti, non hanno però esitazioni a parlare di antifascismo e a sentirsi antifascisti. Ora, un antifascismo senza comunismo e socialismo a me pare un concetto vuoto, un semplice diversivo. Non scordiamoci che il fascismo, in tutte le sue incarnazioni, è sempre stato creato dal capitalismo per opporre al populismo rivoluzionario della sinistra un populismo reazionario e aggressivo, di destra. In sostanza, il fascismo è antisocialismo: quella è la sua funzione. Solo per questo nel novecento l’antifascismo divenne una necessità della sinistra, una strategia di sopravvivenza: ma in nessun modo divenne il suo fine o la sua priorità, che restava e resta la lotta contro il capitale e per l’eguaglianza economica.
Oggi, che il neocapitalismo non sa che farsene del fascismo perché ostacola la globalizzazione con il suo nazionalismo, il multiculturalismo con la sua xenofobia e l’egemonia delle multinazionali finanziarie con il suo statalismo, mi pare che l’antifascismo della sinistra (e soprattutto della pseudo-sinistra: vedi la recente legge piddina contro l’apologia di fascismo, relatore Emanuele Fiano, quello dello ius soli) si sia ridotto a una difesa di valori “liberal”, generalmente individuali e individualisti, a cominciare infatti dal diritto alla libera circolazione delle persone, delle merci e dei capitali.
Non penso affatto che si debba dimenticare la tradizione antifascista e neppure che i rigurgiti fascisti vadano sottovalutati. So bene che in caso di rinascita della sinistra il capitalismo si servirà ancora dei fascisti, e li sta coltivando a quello scopo. Lo stesso bisogna stare attenti a non cadere nella trappola, facendo dell’antifascismo la missione principale della sinistra. Non lo è. La sinistra vuole costruire un mondo nuovo, in cui i tutti possano avere un lavoro e una vita dignitosa all’interno delle loro comunità e i beni di interesse pubblico siano collettivi, non privati. Il suo nemico è dunque il capitalismo, di questi tempi nella sua versione 3.0, il liberismo globalista. Il fascismo è solo un ostacolo contingente, da affrontare quando rappresenti un’oggettiva minaccia, senza farsene distrarre quando invece occorra affrontare l’avversario principale.

Advertisements