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A quelli che non hanno votato o che non voteranno perché tanto sono tutti uguali. Ieri è entrato in vigore un altro trattato voluto dalle lobby delle multinazionali, significativo passo avanti verso la totale devoluzione della sovranità dagli Stati a beneficio dei poteri forti della finanza e dell’economia. Si chiama CETA e coinvolge l’Europa e il Canada; dovrà essere ratificato dal Parlamento italiano (e dagli altri membri dell’EU) ma nel frattempo diventa operativo; tanto per confermare l’importanza che le corporation e i loro servi (politici e giornalisti) danno ai popoli e alle loro istituzioni.
Grazie al silenzio di giornali e telegiornali la stragrande maggioranza degli italiani non ne sa niente, inclusi appunto gli astensionisti di cui sopra. A questo infatti servono le elezioni, i partiti, la democrazia rappresentativa; a compensare il fatto che la gente ha altro da fare e che non ha tempo o voglia di analizzare in ogni momento ogni questione per distinguere quelle importanti dai diversivi. Certo, se ne potrebbe fare a meno, dei partiti e magari pure delle elezioni, se tutti i cittadini fossero attivamente e costantemente coinvolti nella lotta politica; se si impegnassero, si informassero, scendessero in piazza ogni volta che un loro diritto venisse minacciato o per pretendere che altri diritto vengano riconosciuti. Ma non lo fanno. L’astensionismo è semplicemente l’estensione del menefreghismo ai pochi giorni in cui la partecipazione dovrebbe essere un dovere civile. Con la scusa che, sorpresa o sorpresa!, i potenti non sono tutti buoni, anzi nessuno. Finitela di lamentarvi perché lo Stato e la politica non fanno niente per voi e cominciate a domandarvi come mai voi non fate un cazzo per renderli migliori.

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