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Il gioco di Renzi e dei poteri forti della finanza che lo sostengono per privatizzare il paese è chiaro. Con la scusa della legge elettorale (una scusa legittima, anche se la colpa della situazione è solo loro e della porcheria che hanno creato – l’Italicum) punteranno a un governo tecnico o di transizione che scontenti tutti con politiche di austerity che per qualche mese i media unanimi e l’UE giudicheranno indispensabili facendo pressioni sul M5S perché le appoggi per il bene della patria (il “governo di tutti” di cui già blatera Renzi); in modo da bruciare Grillo come bruciarono Bersani inducendolo ad appoggiare Monti. E poi al momento giusto andranno alle elezioni politiche riproponendo Renzi come il leader mandato dalla provvidenza a liberare il paese dalla crisi e rottamare la vecchia classe dirigente: a far fare al Pd il pieno dei voti della destra berlusconiana conservando però una percentuale di voti di sinistra grazie alla “minaccia populista” agitata a reti unificate e con il sostegno esterno del New York Times.
A meno che il Pd non riesca a scrollarsi di dosso il renzismo in modo definitivo, il che è ormai pressoché impossibile, mi pare che si possa rispondere solo facendo le seguenti quattro cose, e tutte e quattro: 1) M5S e sinistra devono rifiutare qualsiasi compromesso e contatto con governi tecnici o di transizione a guida o partecipazione piddina, a nessuna condizione, su nessun programma e senza accettare il ricatto dell’emergenza; alla larga dunque da grandi coalizioni e governi di unità nazionale, da sempre usati per danneggiare la sinistra. 2) A sinistra deve nascere un nuovo partito apertamente antiliberista e nazionale popolare, che cavalchi il risentimento della gente e che si coalizzi tatticamente con il M5S risucchiandolo verso sinistra. 3) Nel frattempo, ossia fino a che questo nuovo partito di sinistra non si sia affermato nei fatti, ossia sul territorio (e non solo sulla carta e nelle intenzioni), nell’inevitabile confronto frontale fra Pd e M5S bisogna militare a favore del M5S, unico possibile argine contro il renzismo . 4) Elemento essenziale del programma del M5S e di una nuova sinistra deve essere una legge elettorale rigorosamente proporzionale, senza premi di maggioranza e con sbarramenti bassi, a eliminare per sempre non solo il rischio di derive autoritarie ma anche la tentazione di derive autoritarie.
Se vedete alternative realistiche, indicatemele.

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