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Sulla prima pagina del New York Times di ieri (5 settembre) c’era una foto terribile: dei ribelli siriani che si accingono ad assassinare a sangue freddo, con un colpo di fucile alla nuca, alcuni prigionieri dell’esercito di Assad, inginocchiati seminudi davanti a loro. Di violenze altrettanto orrende i ribelli sono stati a loro volta vittime. syrianrebelsLe guerre, e soprattutto le guerre civili, trasformano la gente in mostri, o forse permettono ai mostri che sempre sono fra noi di liberarsi da ogni obbligo sociale a un minimo di decenza e civiltà. È uno scandalo che simili atrocità accadano, ancora. Ma non c’è nulla che a questo punto si possa fare senza provocare danni peggiori, incluso quello di far cadere Assad solo per portare al potere il comandante di quel plotone di esecuzione o i suoi mandanti. (Con i quali, ne sono sicuro, qualche inviato delle multinazionali del petrolio starà già trattando, non ufficialmente è chiaro, just in case, you know, business is business).
A volte occorre ammettere i propri limiti. Rassegnarsi al fatto che non siamo dèi. La Siria è un casino, con stronzi che combattono stronzi per il potere o per soldi, e tante persone (una parte delle quali stronza essa stessa) che ci vanno di mezzo. Too bad. Ci si poteva pensare prima, per esempio rinunciando all’inutile guerra contro la droga e impiegando i miliardi di dollari che consuma ogni anno in una guerra contro i trafficanti di armi – se non, ancor meglio, contro l’industria delle armi. Troppo difficile? Troppo potenti la lobby militare e quella delle armi? Può darsi, ma meglio allora riconoscere la nostra debolezza. Che non significa adagiarsi nell’indifferenza o nell’inazione. Significa solo rinunciare alla retorica dell’onnipotenza e puntare a obiettivi concreti, raggiungibili, contrastando le difficoltà con la programmazione piuttosto che con la hubris. Gli argini ai fiumi, spiegava Machiavelli (peccato che Obama non lo abbia mai letto o capito), li si costruisce quando sono tranquilli. Quando sono in piena è troppo tardi: si può solo scappare o starli a guardare.

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One thought on “Troppo tardi

  1. Questa foto è terribile. Ma cosa direi della foto dei bambini siriani che parrebbe un falso? Strano però che i giornali non ne abbiano parlato. Lo scoop girava in FB…

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